Comunque, pulsioni represse a parte, anche se è lampante il motivo per cui le donne, un tempo, tendevano a negarsi, il meccanismo per cui il proibizionismo ha effetti contrari alle intenzioni è assai semplice e noto anche ai tarli cocainomani della scrivania di un qualsiasi psicologo di provincia dedito alla lucidatura delle preziose pepite di mucosa essiccata che rinviene in quella meravigliosa miniera cartilaginea che è la narice ghiandolarmente assistita: se vieti il consumo, l’utilizzo o anche solo la visione di una mercanzia, di un servizio o di un’idea, la curiosità verso tale bene aumenta esponenzialmente al vigore con cui tale divieto viene fatto rispettare.
http://www.prepuzio.com/2009/07/proibizionismo-figa.html/